GORKA LASA, El equilibrio de los hemisferios.

Panama, Atanor Literario. Fiat Lux, 2012, pp. 57, Quarto di copertina di Manuel Orestes Nieto.

 

 

Dante Maffia

(Poeta, autore, intellettuale. Nominato per il Premio Nobel per la Letteratura.)

 

 

Un lirico puro, con un grande impeto interiore, una voce forte che accanto alla tempesta delle emozioni pone la saggezza, lo sguardo compunto e preoccupato sul senso del mondo e sul suo divenire.

 

Non è casuale la citazione di Seneca prima che il poeta ci faccia entrare nel vivo dei suoi versi, nel “viaggio” che ha qualcosa di dantesco, di vertiginoso e, allo stesso tempo, di verifica. Come se non solo egli, Gorka Lasa, dovesse affrontare il mondo e la sua dimensione metafisica, ma farcelo affrontare anche a noi, coinvolgendoci, allettandoci comunque con immagini indimenticabili.

 

Il linguaggio di Gorka Lasa, pur essendo ricco di metafore, di allusioni, di iperboli non condivide la tradizione troppo densa e ormai esausta della poesia ispano americana del Novecento, in lui c’è un ardore che mi piace chiamare multiplo, una dimensione che svaria alla ricerca di approdi fuori da ogni orizzonte conosciuto. E’ come se Lasa cercasse altri mondi per nutrirsi di acque sconosciute, di pietanze celesti e incontaminate.

 

C’è di più, un misterioso palpito che prelude a qualcosa di esoterico e ha il tono profetico, ma il tutto senza eccessi o roboanti frasi o appigli alla retorica. Egli sa dosare la sua espressività forte e robusta e ne sa dare la sintesi, con quel fulgore di luce antica che sa innestarsi al nuovo senza scossoni e senza stridori.

 

Non conosco la storia letteraria e poetica del Panama, ma mi pare evidente che ci troviamo davanti a un poeta che gioca le carte dell’eccelso per rubare una briciola di segreto alle stelle. Alcuni versi di questo libro hanno il battito del tempo, la cadenza di un rumorio di stelle che ancora non riescono a svelarsi interamente…

 

Dunque un poeta da tenere in seria considerazione, da seguire, per vedere se sarà possibile, con lui, entrare nell’enigma e goderne la bellezza nella sua estensione, nel suo fulgore accecante.